Multisensorialità e Snoezelen

Multisensorialità e snoezelen

Multisensorialità e Snoezelen:

“Non sempre,

durante una tempesta,

troviamo un rifugio che

ci protegga,

se lo troviamo

non sempre ci permette

di raggiungere l’arcobaleno”

La multisensorialità

La verità della frase citata sulla multisensorialità e lo Snoezelen è alla base del percorso di ricerca che sta portando un gruppo di terapisti, architetti, operatori a proporre “arcobaleni” che servano a creare ponti di comunicazione con le persone dementi.
Oggi a distanza di trent’anni dalle prime soluzioni realizzate in Olanda e a oltre cinque anni dai lavori preparatori del pimo seminario tenutosi ad Exposanità nel 2004, possiamo anche partire da alcune considerazioni sulla valutazione di quanto fatto in Italia.

 

Stimolazione plurisensoriale

Umanizzazione delle strutture sanitarie”: con questo termine negli ultimi anni sono state lanciate gare per cercare di migliorare l’impatto dell’ambiente sulla vita dei pazienti (vedi snoezelen e demenza); i risultati sono stati spesso valutabili come:
– Buoni per quel che riguarda gli aspetti igienico-sanitari (illuminazione,servizi igienici, barriere architettoniche, etc.)
– Di esito variabile per quel che concerne gli aspetti di psicologia ambientale legati ad elementi fissi quali colori delle pareti, arredi.
La variabilità del risultato è collegata all’esperienza del progettista, spesso non stimolato da capitolati troppo superficiali, nei quali sono assenti elementi di participatory design quali quelli che con i nostri collaboratori e partners cerchiamo di introdurre nei nostri progetti.

Il colore

Un esempio tra tanti: il colore. Per una corretta valutazione e progettazione della qualità ambientale, è necessario affrontare il colore da punti di vista interdisciplinari, coniugando le conoscenze scientifiche con i nostri principi estetici, contribuendo alla creazione di un ambiente sano e culturalmente sviluppato, teso sempre più alla salvaguardia del benessere umano, senza mai dimenticare di progettare avendo come principale riferimento la persona e la sua dignità, colorando l’habitat con i colori dell’efficienza, della funzionalità e della qualità.
Per ogni spazio architettonico, pertanto, è necessario ricercare non “un colore”, ma il “suo colore”, cioè quello più adatto all’uso a cui quello spazio è destinato: poiché il colore è energia elettromagnetica, ogni gradazione cromatica, in virtù delle proprietà della diversa lunghezza d’onda che rappresenta, influisce in differenti modi sulle funzioni dell’organismo, sulla mente e sulle emozioni.

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